LA VITA IN CAMPAGNA

La fattoria incorporata nella villa poggia su mura massicce e speronate. La venerabile vegetazione che l’attornia, rimanenza del quasi scomparso giardino all’italiana che avevo voluto ravvicinare al bosco mediante il viale dei cipressi, è formata da pini e da lecci, una volta potati a siepe. In alcune nicchie di verdura si nascondono vecchie statue sbocconcellate e un tempietto da dove gli Dei si sono ritirati.

Il monte su cui la villa e fattoria sono abbarbicate sorge dalla valle dove rumoreggia il torrente e si radunano le nebbie.Muraglioni e cortili, cappella, rivendita, stalla, cantina, frantoio: tutto è racchiuso come in un’arca di Noè per la lunga traversata invernale. E stanze e stanzini per i vinsanti, il formaggio, gli orci, il carbone: e vole e scalette scalate nella roccia. Le sere d’inverno la piccola colonia salpa per la sua notte

La vita in campagna, Longanesi, 1980.

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